Coperte e fontane


fontana

Ieri sera mi sono addormentato in Metrò, giornata molto entusiasmante e impegnativa lavorativamente parlando, un tuffo nella Milano da Bere che viaggia di privilegi e nuota nel lusso più sfrenato… mi sono affacciato ad un mondo che non condivido ma che certo affascina… ed è stata una giornata intensa nella finestra che mi son concesso per legger la mia posta… da farmi arrossire e farmi scappare un sorriso… ripensando a quanto ho esposto la mia nocciolina… ed a come sono ora, felicissimo di averlo fatto! Farlo mi ha fatto aprire quel lucchetto arrugginito chiuso da anni… il che non mi ha creato disagio, certo il Cuore viaggia un pò meno leggero ma ho deciso di non chiudermi, rispondere a domande se ce ne sono anche se per me non sono facili da affrontare… ormai ho aperto la serratura… la seconda delle “ferite” , già, la seconda riguarda croci e crocifissi… e che rendono me ciò che sono.

Sono arrivato al mio appartamento strastanco… nella giornata avevo sentito mio nipote che usa iperboli per sottolineare la sua felicità, passa dallo strabello allo stramitico… perdonami cucciolo, ma stasera lo zio è veramente morto ci vediamo domani dai… son talmente stanco che sono a casa ma faccio cucinare al forno… inizio a fare come “kevin” ma lascio perdere, non ho le forze… ma oggi la bilancia mi bacia. Cerco di reagire a questo crollo ma la mia mente è un encefalogramma piatto dalla stanchezza… mi siedo mangio e parlo… ma non è così. Straparlo, quella condizione che qualcuno conosce bene, mi sono accorto da subito che non riuscivo a fare un discorso di senso compiuto… e allora dai… domani è un altro giorno… ma la sorpresa giunge inaspettata…sentirmi così in intimità… scopro mi ha fatto un effetto sulle parole e sulle allusioni… mi son bastate poche di queste per “irrigidirmi” con una solidità mai provata prima…

se tu sei una papera… ed è iniziato il gioco… di Torri e Caverne, valichi tortuosi che mi conducono alla fertilità emotiva. Sentieri di improvvise emozioni di fuoco, che si lasciano sciogliere nell’abbraccio caldo di un intima esperienza biologica… quando passa la marea con le sue onde ( si capirà che odoro il mare?) mi raggomitolo, mi giro su un fianco, residui di brividi sfumarsi nelle mie vene, e la spossatezza mi avvolge come una coperta d’Amore… nella mia mente sfumano gli ultimi pensieri come echi lontani… vorrei tanto che l’artrite non esistesse al mondo.

Ora è già sorto il Sole del nuovo giorno… ma sta brutta tosse che mi è venuta nella notte… dovrò rinunciar a iniziar a correre come il Leone e la Gazzella di Kipling… perchè mi sento così.

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