Umore nero


temporale

Oggi è come ieri… pensieri sovrastano l’umore e lo coprono di nero… cerco lati positivi e non ne vedo… mi sento un pò sbattuto al vento dell’incertezza e mi scopro più vulnerabile di quel che credevo. Lo scopo di questo blog quale è? All’inizio l’idea era quella di non sfiatar chi mi sta accanto, cercar di buttar fuori le emozioni e cercar dei pensieri… un ottima valvola di sfogo per ogni cosa che mi colpisce, che in quel momento occupa la mia mente… un modo per cercar di abituarmi a una cosa che lentamente si sta avvicinando… inesorabile… un modo per esorcizzarla.

Bah, credo che a fatica riuscirò… comunque devo mandar giù la cicuta di questo week end, e ritrovar il mio equilibrio. Quando lasci entrare una persona nella tua vita, quando la fai entrare nelle zone vicine al tuo intimo umano, sei sempre soggetto a ferite, più o meno lievi… mannaggia Marco, se manco puoi più contare sul sentimento dell’amicizia… o se si rivela… cambiato… su che puoi contare? Bah… il vortice continua a girare con me dentro… Con slanci d’ottimismo cerchi di rialzarti… cerchi di migliorarti e di tirar fuori il meglio di te e saltelli, saltelli sugli scalini che ti trovi davanti… uno grosso se n’è parato davanti… ed è la gelosia. Devo ammetterlo, chi mi sta accanto là mi sta appunto perchè ha le rotelline che gli girano molto bene in testa, e sa sgamarmi quando io non ho pensieri lineari… lei sa che voglio sapere, che preferisco bere calici amari che star nella beata ignoranza e che son disposto a pagarne il costo, è la cosa che ammiro più di lei, e così so che esce, esce sparendo, esce con un ragazzino, che per giunta gli muore dietro, sparendo, scopro che c’è una tresca intorno a lei per “portarmela via”, sparendo, ripercorro i momenti, mi perdo nel tempo ed il tempo passa con me… sapendo che chi mi è accanto appunto ha le rotelline… e le sa far girar benissimo…. e il tempo ha portato con se una compagna, la solitudine.

E’ una compagna strana, questa solitudine… non è integra ed integrale, è la solitudine del cuore. E’ una solitudine che non si riempie con un “scusa”. Non ora, non adesso, non con me. Io credo che con un poco di “zucchero”, badate non quello di circostanza, quello falso, quello di comodo bensì quello “vero”  e che abbiamo dentro di noi, la pillola si allora andrà giù… Io sono sempre stato uno che scazzava, ma con un bacio ed una carezza sinceri però, comunque con un bacio ed una carezza veri riusciva a ritrovar la serenità.

Non mi rassegno, no mai per le cose che desidero ardentemente, quindi mi affanno, corro e strepito e mi dimeno, mi ribello a ciò che non va secondo me ed allora mi chiarisco e vedo se qualcuno ha da rimproverarmi qualcosa, cercandolo a viso aperto ed in maniera diretta, e certe cose le fai con gli amici che girano frittate e che magari per orgoglio non ammetteranno mai di esser stati degli psycho, ma se io voglio bene a qualcuno, se ci conto, io mi muovo.

Ho un limite… questo dovevo dire, e l’unica cosa, stupida cosa, che son riuscito a dire è stata: “ora ti saluto, e ci sentiamo domani”… non ho trovato il coraggio di dire che mi manca… che mi son sentito respinto quando ho provato ad esser intimo con lei, che mi son sentito respinto quando il mio gesto per lei è caduto nel nulla… che dire…

Roma inizia a farmi paura

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